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ovvero Lino Gentili Lucertini Malaspina

Distruzione e rinascita nel monumento ai caduti di Nassiriya

 

Il linguaggio è diverso, apparentemente lontano dai sogni lirici dei suoi personaggi, indice questo di una versatilità e di un ingegno che è al servizio dell’idea e che non è mai ripetitiva.

E’ il percorso creativo che mi interessa, quel filo sottile che unisce il fatto, l’esperienza all’opera. La deflagrazione è penetrata con il suo violento impatto emotivo nell’animo dell’autore, dove però è iniziato un percorso di ricomposizione, di rinascita. Nella deflagrazione è insito il male dell’uomo contro l’uomo e i ferri ne sono la testimonianza. Essi parlano di Caino, quel Caino della Legende des Siècles di V.Hugo, che fugge dalla sua coscienza. Ma la distruzione non è fine a se stessa, i pezzi non restano casualmente dispersi. E’ qui che ancora riconosco l’animo lirico del nostro scultore, che ricompone i pezzi di morte per rigenerare una vita nuova: un fiore o una fiamma. Se è un fiore è simbolo di vita, se è fiamma è purificazione. Nella ricomposizione, il Male cioè Caino torna a far parte di un progetto cosmico in cui alla fine è la vita a trionfare.

In questa composizione si vede il ciclo Vita/Morte, Distruzione/rinascita, che è alla base della Vita. Un linguaggio nuovo ma che non nasconde quello che a mio avviso è il DNA artistico nell’opera di Lino Gentili: una visione lirica del mondo, in cui non c’è naufragio nel mare del dolore, bensì un trionfo della positività dell’uomo.

                                                                                                                        G.Berchiesi

 

Monumento ai caduti di Nassiriya, opera dello scultore Lino Gentili, a Tolentino.

Esso è stato ottenuto da pezzi di auto rottamate.

 



[1] Il cognome completo di Lino Gentili è GENTILI LUCERTINI MALASPINA, in quanto ha aggiunto al cognome paterno il cognome della famiglia materna.