Rivivere Petriolo. Personaggi illustri:

 

Marzio Tamburri, cantore dei ricordi

 

Petriolo nel corso della sua storia ha dato i natali a molti personaggi, che sono un vanto, un esempio per tutti coloro che amano questo paese. Il più conosciuto tra questi è indubbiamente Giovanni Ginobili, il quale ha avuto ampi riconoscimenti, essendo uscito dall’anonimato fin dalle sue prime pubblicazioni; altri personaggi invece, come Marzio Tamburri e Nello Cruciani, forse a causa della loro riservatezza sono rimasti più in ombra. Per questo motivo, affinché non si perda la memoria del loro estro creativo, iniziamo il recupero della loro memoria, riportando un inventario fotografico della loro opera ed una breve nota biografica.

 

Il primo personaggio che vogliamo proporre all’attenzione di chi ci leggerà è Marzio Tamburri (Petriolo 20/6/1885, ivi 19/1/1968), nato Tamburi, ma che, a causa di errori di trascrizione anagrafica[1], vide raddoppiare la r del suo cognome. Nato a Petriolo, frequentò il Ginnasio fino al IV anno in Seminario; in seguito studiò Decorazione a Macerata presso l’Istituto d’Arte. Sposò Lucrezia Craja da cui ebbe cinque figli. Arruolato nell’esercito, partecipò alla I guerra mondiale, meritando la Croce al merito di Guerra. Subì la prigionia in Austria fino al 1918, periodo che per lui non fu del tutto negativo, in quanto, incaricato di allestire spettacoli teatrali per i prigionieri del campo di concentramento,  nella creazione delle scenografie, apprese le tecniche di decorazione austriache ed ampliò così le sue conoscenze in questo settore. Tornato in patria esercitò il suo lavoro di decoratore (figura 53), e nei momenti liberi si dedicò alla pittura e al disegno. La figlia Alba conserva la maggior parte dei suoi tesori e ci ha permesso di fotografarli e ripordurli in questa pagina. L’Associazione dei Combattenti e Reduci di Petriolo conserva le pitture relative ai luoghi della Grande Guerra[2].

Innanzi tutto conosciamo il personaggio attraverso un suo autoritratto:

 

 

 

Fig.1. Autoritratto

 

L’avvento del Fascismo ebbe delle ripercussioni sulla vita sua e della sua famiglia. Non avendo aderito al regime, era costantemente sotto minaccia di rappresaglie, che in parte subì. Inoltre anche il suo lavoro finì dato che in quel periodo storico cambiò la tipologia della casa, divenuta più semplice e spartana, priva di decorazioni. Fu in questo periodo che si dedicò di più alla pittura. Nonostante le minacce, non esitò a nascondere nella sua casa sei giovani per salvarli dai rastrellamenti. Questo travagliato periodo storico ebbe una drammatica ripercussione nella vita di Marzio Tamburri e della sua famiglia: la morte ad El Alamein del figlio Amleto. Dopo l’8 Settembre, nato il CLN, egli ne fu nominato presidente e fu affiancato dal cugino Stanislao Tamburri e dal Dr. Sestili. Persona dotata di grande equilibrio seppe gestire il difficile periodo di transizione dal regime fascista al regime democratico, evitando che si consumassero vendette. Fu nominato sindaco di Petriolo dal governatore di Macerata, Fiorello La Guardia, che aveva conosciuto nelle sue frequentazioni a Macerata. E’ stato Marzio Tamburri a fondare la Sezione dei Combattenti e Reduci di Petriolo, organizzando anche dei viaggi per i soci. Fu promotore della creazione del Sacrario per i morti di tutte le guerre, nel sito dove sorgeva il Cimitero di Petriolo (fig.37), e, prima ancora, nel ‘700, la Chiesa del Crocifisso. In questo modo eliminò il monumento posticcio di marmo, adagiato sul Torrione (fig.34), restituendo l’antica costruzione al suo fascino originario e soprattutto creando un luogo di pietà per i caduti di maggiore raccoglimento, lontano dai clamori della vita quotidiana. Ovviamente non era solo uomo delle istituzioni ma partecipava ad ogni aspetto della vita civile. Ad esempio nutriva una grande passione per il teatro, a cui si dedicò con amore prestando la sua opera di scenografo e di attore. Di questo aspetto abbiamo parlato nel documento dedicato al teatro.

 

Ora interessiamoci delle sue opere per ammirarlo ed amarlo. Le sue opere hanno un impatto immediato su chi le osserva per la loro grande comunicatività. Il fascino dei suoi lavori deriva dal fatto che sono estremamente discorsivi sia quando raccontano luoghi conosciuti nella sua vita, sia quando “ricordano” angoli che non esistono più, come il Cimitero di Petriolo (fig.37). I suoi paesaggi suscitano su chi li osserva calde sensazioni perché trasmettono il sapore antico ed ora perduto del nostro recente passato. Il quadro di figura 33 ne è un esempio: il lavoro dei campi in primo piano e il paese che sembra “guardare” o meglio “proteggere” da lontano questa scena agreste infondono nell’osservatore una sensazione di serenità, di fiduciosa aspettativa dalla vita. Osservando questo quadro la mente vola alla poetica Virgiliana, come il paesaggio di figura 50, con il comignolo fumante che evoca il “villarum cumina fumant”, con il suo fascino bucolico, (Fig.50). 

 

Nella sua casa tre affreschi alle pareti rappresentano Il passato remoto, Il passato recente (Ieri) e L’oggi [3] :

 

 

Fig.2: il passato remoto

 

 

Fig.3: il passato prossimo

 

fig.4: l’oggi

 

Subito si è colpiti dai colori, dal senso dello spazio, dalla capacità di trarre in immagine una sua idea e comunicarla con estrema facilità.  Analogamente non si può non rimanere meravigliati ammirando i grandi quadri esposti presso [4] la sede dell’Associazione dei Combattenti e Reduci di Petriolo. Queste opere non “riproducono” ma “narrano” i luoghi che lo videro impegnato nella I guerra mondiale,:

 

Fig.5

 

 

 

L’increspatura delle acque del fiume da l’idea del chiacchierio del fiume che scorre, e quanto dicevo in precedenza, qui è ancora più chiaro. Davanti ad un suo dipinto si ha l’impressione di rivivere le calde serate familiari, prima dell’avvento dei mezzi di comunicazione di massa. Seduti intorno ad un tavolo si ascoltava qualcuno raccontare le vicissitudini della famiglia.

Il disegno e la pittura erano la sua via privilegiata per comunicare ed   offrono quindi molto di più della mera riproduzione.

 

 

 

 

 

 

 

Fig.6

 

 

Fig.7

 

Fig.8

 

 

Fig.9

 

 

Fig.10

 

La guerra arrivò presto nella sua vita e le sua vena pittorica gli permise di ricordare e riproporre i luoghi che furono teatro di quelle vicissitudini. Più tardi, tornato ad una vita più tranquilla, questa sua attitudine ad osservare, ricordare e trasmettere attraverso le immagini le sue impressioni e i suoi ricordi è stata continuamente esercitata. I suoi disegni a matita dei luoghi che visitava sono conservati per lo più in un album, alcuni sono incorniciati e sono tutti custoditi nella sua casa natale.

 

 

Fig.11

 

 

Fig.12

 

Fig.13

 

 

Fig.14

 

Fig.15

 

Fig.16

 

Fig.17

 

Fig.18

 

 

Fig.19

 

 

Fig.20

 

Fig.21

 

 

Fig.22

 

 

Fig.23

 

 

Fig.24

 

Fig.25

 

Fig.26

 

Fig.27

 

Fig.28

 

 

Fig.29

 

 

Fig.30

 

 

Fig.31

 

 

Fig.32

 

Fig.33

 

 

Fig.34

Fig.35

 

Fig.36

 

Chi osserva questi disegni “sente” lo sguardo attonito dell’autore di fronte al monumento, all’angolo interessante o allo scorcio, sente la vibrazione dell’artista, dell’uomo appassionato. Un sistema fotografico passa l’immagine dalla sorgente alla lastra attraverso un mezzo di lenti. In questo caso le lenti sono un animo, una sensibilità e il risultato è vivo e palpitante e porta con sé la nostalgia di un ricordo e tutti i sentimenti implicati. E’ sufficiente guardare il perduto cimitero di Petriolo, già Chiesa del Crocifisso nel 1700, ora trasformato nel Sacrario dei Caduti, che rivive per noi attraverso un disegno di Marzio Tamburri:

 

 

Fig.37

 

Quest’ultimo disegno, che fissa una folata di vento che fa piegare le cime dei cipressi, è anche un documento della Petriolo che non c’è più.

 

 

Fig.38

 

 

Fig.39

 

Fig.40

 

 

Fig.41

 

 

Fig.42

 

 

 

Fig.43

 

Fig.44

 

Fig.45

 

 

 

Fig.46

 

Fig.47

 

Fig.48

 

Fig.49

 

Fig.50

 

Fig.51

 

Fig.52 [5]

 

Fig.53: progetto di decorazione

 

Fig.54

 

Fig.55

 

Fig.56

 

 

Fig.57

 

 

Fig.58

 

 

 

Fig.59

 

 

Fig.60

 

 

Fig.61

 

 

 

 

Fig.62

 

Questo documento rappresenta soltanto un primo intervento per salvaguardare la memoria di questo illustre personaggio petriolese, per il quale è in previsione una commemorazione ed una presentazione più completa della vita e dell’opera.

 

 



[1] Durante la II guerra mondiale un incendio di probabile origine dolosa distrusse l’anagrafe del Comune di Petriolo. Nella ricostituzione dell’Anagrafe accadde che il cognome Tamburi fu trascritto Tamburri.

[2] Proprio mentre sto scrivendo, le tele dell’Associazione Combattenti e Reduci sono state spostate presso la Sala Consiliare del Comune.

[3] Foto eseguite da Funnyflash di Petriolo

[4] Foto eseguite da Piero Ciriaco, Funnyflash, Petriolo

[5] questo quadro è stato dipinto dal figlio di Marzio, Amleto, caduto nella battaglia di El Alamein. Lo abbiamo lasciato volutamente in questa rassegna a testimonianza di questo giovane, pieno di talento, che una sorte avversa ha strappato anzitempo alla vita