Home>                                                                                    Sesto Americo Luchetti:

scultore della trascendenza

 

Tra il 4 e il 19 Ottobre presso il Museo De Minicis si è svolta la mostra dedicata allo scultore Sesto Americo Luchetti

 

G.Berchiesi:

Nell’intimo di ognuno c’è un’area di confine tra il razionale e l’irrazionale, tra il mondo che le diverse culture spiegano e il mondo che non riescono a spiegare. In quest’area turbolenta, ricca di emozioni, di dubbi, di fermenti, l’anima nobile di Luchetti sviluppa la sua straordinaria opera di fede. Una fede sincera che non è mai bigotta, molto centrata sulla Vergine, umana e transumana ad un tempo, figura di connessione tra umano e divino.

Il laicismo imperante nella società odierna, la “razionalità ad ogni costo” hanno creato perciò intorno alla figura di Luchetti un certo silenzio imbarazzato. Inspiegabile a mio avviso innanzi tutto perché l’Arte è una forma di comunicazione tra l’Artista e il mondo, dove non solo il linguaggio ha importanza ma anche il contenuto, il fermento dell’intimo dell’artista. Il laicismo e la ricerca di nuovi linguaggi a volte impoveriscono quel fermento interiore che non riesce ad emergere.

Luchetti: Formella superiore della Porta del Santuario della Misericordia a Petriolo

 

Luchetti invece con le sue rappresentazioni ci trasmette la sua forte spiritualità, la sua tensione verso il trascendente, che nel cristianesimo si manifesta eccelsamente attraverso la figura della Vergine, donna vicina a Dio. Mentre nell’era classica si rappresentava lo stato della “perfezione”, nel Cristianesimo si rappresenta la tensione, l’elevazione verso la perfezione.

Luchetti: Deposizione

 

E’ questo il messaggio di Luchetti: l’umanità intera ha una spinta verso un superiore destino. Nella fede Cristiana è attraverso Maria (che incarna l’aspetto più autentico della carnalità, cioè la maternità) e attraverso il suo straordinario Frutto che si realizza la tensione verso la divinità.

Permettetemi di notare come ci sia forte assonanza tra Luchetti e De Minicis, il primo attraverso una lunga e gloriosa vita artistica, l’altro in una breve favilla. Anche De Minicis nella I stazione della Via Crucis rappresenta un’umanità adagiata che si solleva di fronte al Cristo e tende a Lui, ed anche nel volto di Corridoni morente, gli occhi aperti verso il Cielo chiaramente indicano la meta dell’uomo.

Erano tempi in cui la Fede e gli ideali trovavano uomini in cui svilupparsi in forma di elevata comunicazione artistica. Ed ecco nascere sotto la mente creativa di Luchetti:

Un giovane che si lancia: messaggio sportivo o messaggio spirituale?

Una deposizione (Fig.2) di alto valore spirituale e drammatico: una Madre abbraccia il Figlio deposto confondendo il suo volto con quello del Cristo. Compenetrazione dell’Umano e del Divino, simbolo della Favilla divina presente nell’Umanità.

Il suicidio di Giuda (fig.3), il dramma dell’uomo solo e senza Dio

Luchetti: Il suicidio di Giuda

 

Questa è la spiritualità di Luchetti, elevata espressione di quella favilla divina presente nell’uomo, che non diventa mai puro bigottismo.

Il senso religioso di Luchetti risiede quindi nella tensione spirituale dell’umanità verso sfere più alte e risiede anche nella ricerca dell’alito divino dentro la matrice umana.

Sembrano inconciliabili le due visioni, quella laica e quella religiosa. Ma se si dimenticano formule ed algoritmi, in ambedue i linguaggi esiste una matrice comune: la ricerca di una sfera superiore dove inserire il “contingente”. Una visione sceglie la razionalità, una visione sceglie la spiritualità. Luchetti affida alla spiritualità e alla divinità il destino dell’uomo.

 

A.Ventura

SestoAmerico Luchetti, “Artista sul Futuro”.

Parlare di Sesto Americo Luchetti, della Sua Arte, seppur marginalmente, non solo mi onora, ma mi obbliga ad un decoroso rispetto, relativo sia al suo passaggio ad “un luogo di verità” ma soprattutto rispettoal contenuto intriso di “verità”, quali sono le Sue Opere. Quando in una Sua autodefinizione Luchetti si liquidava come un “semplice modellatore” di una tecnica realistica, idealizzata dalla sola “sensibilità artistica”, Egli compiva un gesto di profonda nobiltà d’animo, non evidenziando una Verità che le sue opere proclamano. L’opera di Luchetti proclama infatti: la conoscenza! In primis della storia e dei suoi attori, della materia e dei suoi elemnti, e poi della vita e del libro che ne sancisce il suo inizio e la sua fine: la Bibbia!

L’Arte ha come “conditio sine qua non” la CULTURA che non è l’appropriazione indegna di sui e costumi dell’ultima ora, comunemente chiamata moda o modi, bensì è Cultura l’esatto opposto. La Cultura è lenta, non si veste di superficialismo, né si investe di autocelebrazione, semmai colma i vuoti profondi dell’Essere, riempie i silenzi, trova soluzioni, ma soprattutto Apre porte! L’apertura è essenziale, sia come translatio di suoi codici, sia come posizione sociale antropomorfica al creato, dinamica e variabile.

Abbiamo vissuto per anni “un ostracismo delittuoso” della Conoscenza dove non si entrava e, se si entrava, non si usciva, vivi! Una piramide dove tutto doveva rimanere per pochi. Per tutti Gli Altri, sono stati dispensati: gli studi degli Stadi, dei centri commerciali, dei raves, dei meetings, dei festivals, dei concorsi e chi più ne ha ne metta. Ora stiamo assitendo alla caduta della “piramide”, i Pochi sono morti e i Tanti siamo tutti. Ignari e orfani del futuro. Non vi è stato il ricambio della punta di diamanet di questa piramide, a dirla tutta neanche di quella d’oro e d’argento, fasi intermedie, regolate dall’assetto borghese e deicmate dalla proliferazione di quegli usi e costumi di cui sopra. Non rimane che il bronzo, non per tornare all’era del bronzo, bensì alle “PORTE” di S.A.Luchetti, dove Egli con il termine “PORTA” assurge al concetto più innovativo in circolazione e socialmente più applicabile, cioè “il passaggio che tutti devono compiere:l’elevazione”. Di altissimo pregio la manualità tecnica di S.A.Luchetti, nonostante le ridotte dimensioni delle sue formelle, riecheggia a monumenti dell’antichità classica, con elementi di implicazione storica, religiosa, indi sociale.

L’opera di Luchetti nella sua complessità testimonia i contenuti esplicitati nel Rinascimento e ancora prima dalle fonderie carolingie, come le transenne della Porta Palatina di Aquisgrana. Forme, segni, simboli, come: la Croce e la spada, il trono e l’Assunta che conducono ad una “regalità dell’Arte”, sacra mediazione tra terra e cielo, cielo a cui tendono tutte le creature del Luchetti e di cui Egli si fa piccolo, ultimo maestro.

Sono io comunque limitata nello scrivere, forte nel mio sentire, emozionata e grata al Maestro quando, passata davanti ad una Sua “porta” a Petriolo, compresi Egli come moderno amanuense, il quale ha scritto per noi, popolo senza Santi e senza eroi, la narrazione di un possibile futuro, ancora.

 

Altre opere in esposizione

 

Luchetti: donna che si asciuga e particolare del volto

 

 

 

 

Luchetti: I quattro elementi

 

Luchetti: lottatori

 

Luchetti: San Francesco e il lupo

Luchetti: Trenta denari

Luchetti: Maternità

Luchetti: Atleta

 

Luchetti: Pietà, olio su tela