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Kei Nakamura

Gianfrancesco Berchiesi

 

Nell’autunno 2008, tre mostre di scultura e la commemorazione di Marzio Tamburri sono state proposte alla cittadinanza petriolese e agli appassionati d’arte. La commemorazione di Marzio Tamburri ha ricalcato il documento dedicatogli su questa pagina web e quindi non ne parliamo diffusamente nel presente. Ci preme soltanto sottolineare che questo momento di commemorazione è stato molto emozionante perché la figlia Alba ne ha tracciato, attraverso i suoi ricordi, lo spessore umano ed artistico e perché le numerose persone presenti hanno avuto l’occasione di conoscere le sue opere piccole e grandi.

 

Ora parliamo delle tre mostre di scultura, che avevano una matrice comune che le legava:

Informale e figurativo: due modi per esprimere la spiritualità dell’uomo.

 

Sono stati presentati
 

 KEI NAKAMURA, 20 – 30 Settembre, scultura informale

 SESTO AMERICO LUCHETTI, 4 – 19 Ottobre, figurativo

 LINO GENTILI, 4 – 19 Novembre, figurativo ed informale

S.A.Luchetti è morto nel 2006, per cui la sua mostra è stata una commemorazione.

 

Kei Nakamura

Note biografiche

 

Kei Nakamura nasce nel 1976 a Tokorozawa (Giappone).

 

Figura 1. Foto di Kei Nakamura

 

Nel 1994 Frequenta l’Istituto Superiore d’Arte per la ceramica e la porcellana Arita Yogyo dove consegue la Laurea nel 1997. Nel 1998 prende il diploma di primo grado in Lingua italiana nel corso di Università per stranieri di Siena. Nello stesso anno consegue la specializzazione di una scuola artistica Corso di formazione Scalpellini organizzato dalla provincia di Siena a Serre di Rapolano sotto la direzione artistica dello scultore Mauro Berrettini.

Il 1998 lo vede protagonista delle esposizioni Biale Cerruti Art Gallery (Siena), TerracottArte /Premio di “Riconoscimento della cultura” (Petroio,Siena), Sculture insieme presso il Parco Villa Rocchi (Torrita di Siena)

Nel 1999: Stage Sculture per un parco termale a Rapolano Terme,Siena -Arte moderna per un paese antico soggettivamente (Civitella in val di chiana,Arezzo)

-Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Carrara e nel 2004 consegue il Diploma di scultura con la votazione di 110 e Lode su 110

2001: partecipa all’11°Simposio Nantopietra (Vicenza) -Incontro internazionale di scultura Sculptura 2001 (Evian, Francia) -Al 4°Simposio di scultura Parco giochi (Terricciola) dove consegue con una sua opera il Primo premio.

-Partecipa al 4°Simposio internazionale del Marmo (Verona)

2002 Invitato alla Biennale di sculture in legno di Condrieu (Francia) –Primo premio al 5°Simposio internazionale del marmo (Verona) -Realizzazione di una scultura per Parco Sculture del Chianti (Siena)

2003 Esposizione personale Pietra e forma Gallery Towāru (Fukuoka,Giappone)

-Simposio in Iglesias (Sardegna)

2004 Esposizione personale Calma CA Gallery (Fukuoka,Giappone) -Simposio di scultura in Oliena (Sardegna)

2005 Esposizione personale Fiore di pietra Gallery 58 (Tokyo,Giappone) - Esposizione personale Fiore di pietra CA Gallery (Fukuoka,Giappone) -Esposizione collettiva nel Castello Svevo (Porto Recanati), Simposio internazionale Mosan museum (Boryeong,Korea), Esposizione personale My sculptures and memories Via Montenapoleone,25 (Milano) , Esposizione personale presso Monastero del Soccorso (Altamura)

Nel 2006 Esposizione collettiva MK21 Gallery (Hamburg,Germania), -Esposizione collettiva Beeldentuin Gallery (Sint-Geertruid,Olanda), Esposizione collettiva Terra e Cielo nel Castello Medievale (San Giovanni d’asso,Siena), Simposio Radobolja 2006 (Mostar,Bosnia-Erzegovina), Simposio Balatonfüred 2006 (Balatonfüred,Hungary), Simposio in Ostuni (Brindisi), Esposizione collettiva Boschi ad Arte 2006 Castello dei conti Guidi di Poppi /Segna la terza posizione nel punteggio sul tema “Il Ponte di Cetica” (Arezzo), Esposizione personale Il Mandorlato incontra l’Oriente nella Sala Consiliele di Cologna Veneta (Verona)

2007 Esposizione collettiva nella chiesa di S.Giacomo (Altamura,Bari) -Chiesa Cattedrale (Acquaviva delle fonti) –Chiesa Purgatorio (Gravina in Puglia). –Chiesa San Marco (Matera) Partecipa al Simposio in Camponaraya (León,Spagna), Esposizione,Biennale della Pietra Lavorata in Castel San Niccolò (Arezzo), Esposizione personale in Palazzo Palmieri (Trani), Esposizione in due artisti nello studio Balance (Siena).

 

 

La Critica d’Arte Antonella Ventura ha così presentato la mostra Petriolese dello scultore:

 

Kei Nakamura “La Forma della Cultura”

L’Opera di K.N. si manifesta nella realizzazione di un bisogno lontano e sempre presente nell’uomo, sin dal suo primo viaggio su questa terra, trovare un “suo” proprio spazio su questo pianeta. Lo spazio non è solo luogo metà tra la fisica e la psiche, dove appoggiare le proprie aspettative , tutt’altro che appoggiare, è luogo in progress, dal momento che la terra è sempre in movimento e noi, le nostre ossa, e tutti gli elementi sono in continuo divenire. Tutto si trasforma, questo l’uomo lo ha imparato nella sua evoluzione, e la trasformazione lenta e cruenta della materia, è la forma primaria e se vogliamo più alta di scultura, per questo si può senza dubbio sostenere che la scultura è l’arte più primordiale ed incisiva comparsa sulla terra. La terra una scultura, e la scultura è fatta di tutti i figli della terra.

L’opera di Kei Nakamura è intrisa di questo Incipit intellettuale, che con funzione di libero arbitrio decide per Kei, impone la sua forza generatrice nella scelta delle materie più pure e primarie, le mani di Kei intervengono “calmamente” ascoltando un richiamo arcaico, lo modulano attraverso i filtri della civilizzazione, rallentando i lavori, intervallando e decantando l’inerme corpo di una forma in divenire, ciò che per Kei assumerà sarà comunque sempre una “forma” da riempire di diversi contenuti, asseconda dove sarà posta e soprattutto in funzione di chi entrerà in empatia con l’opera.

L’opera di Kei Nakamura non è mai statica, ma regala variabili di costante adattamento allo spazio e al tempo, o meglio al tempo che riesce a catturare alla frenetica vista del suo “visitatore”. Credo di esprimere un pensiero condiviso con Kei e con quanti amano e vivono la sua scultura, quando sostengo che la sua non è scultura comunemente detta informale, la sua scultura vive di un bagaglio ancestrale, recondito e fecondo, frutto della grande madre, la terra, ma dialoga con un presente, cercando di proiettare un “ritorno al futuro”, per questo l’Opera di Kei Nakamura ha una forma, la forma della “Cultura”. Dove per cultura non si intende la vuota “celebrazione stantia” di messaggi già decifrati, che subiamo continuamente ogni giorno, parlarsi addosso, su scritti, frasi già dette, per cose, forme già fatte. La cultura praticata da Kei, altresì ricerca nuovi linguaggi, che sono convinta sono già stati praticati da civiltà illuminate, già presenti forse da sempre, ma a noi ancora sconosciuti.

E’ con rispetto e orientale silenzio che mi accosto all’Opera di Kei, partecipando di volta in volta ad assumere con essa, di volta in volta: una forma, un contenuto e un futuro spazio-contenente diverso!

A.V.

 

Qui di seguito riporto le mie riflessioni, maturate nei giorni trascorsi insieme allo scultore a Petriolo, durante i quali ho lungamente parlato con lo scultore del suo modo di lavorare, e soprattutto osservando le sue sculture:

 

Kei Nakamura trasmette il suo messaggio attraverso un linguaggio essenziale, in cui sono presenti solo elementi primari, riconducibili alla sua idea. Le forme, eleganti e sobrie, non sono proposte come tali, ma come messaggere dell’idea o del concetto dell’autore. Così la fiamma viene proposta attraverso il movimento verso l’alto, che l’inviluppo delle superfici sollecita nel pensiero dell’osservatore, come pure la calma risiede nel sapiente equilibrio delle tre forme geometriche e la specularità presente nella  mirabile geometria “memory”, quasi composta di due metà, vuol rappresentare che la memoria è il riflesso della realtà. Nel paesaggio è evidente il processo di scomposizione del soggetto in elementi primari che poi vengono impressi sulla pietra in piena armonia con la forma stessa del blocco. La sua scultura è raffinata, sobria e delicata, come le composizioni floreali della sua patria lontana, ma soprattutto dopo un primo impatto accattivante verso l’osservatore, lo stimola a ripercorrere a ritroso, per trovare l’idea generatrice, il cammino logico dell’autore per trovare l’idea generatrice.

 
    

Opere presentate al Museo De Minicis di Petriolo

 

Figura 1. La calma, marmo 

  

Figura 2. Fiamma, pietra
 

Figura 3, Fiore dormiente, pietra

 

Figura 4. Forma nello spazio, marmo

 

Figura 5.  Green shape, pietra
 

Figura 6. Memoria

 

Figura 7. Paesaggio
 

Figura 8. Shape 1, ceramica

 

Figura 9. Shape 2, ceramica

 

 

Figura 9. Shape 3
 

Figura 10. tartaruga, marmo

 

Figura 11. Universo, metallo