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I catasti del ‘700 di Petriolo

Curiosità e ricordi perduti leggendo il registro della Congregazione catastale

Un viaggio dalla stesura delle mappe nel 1732 all’inasprimento fiscale del 1780

Laura Vissani, Gianfrancesco Berchiesi

Nel 1732 Pietro Tartufari, agrimensore maceratese, realizzò il “catasto rustico” di Petriolo, ancora esistente presso il comune [1] . Le carte filigranate, la maggior parte delle quali riunite in due album (30x23) sono state recentemente restaurate e tornate a nuova luce mettendo in evidenza la meticolosità delle misurazioni e delle descrizioni dei beni. Il nome di Tartufari compare sia nell’album con Rubrichella, sia in un altro documento presente in Biblioteca [2] , dove si dichiara che il catasto “fu fatto da Pietro Tartufari di Macerata nel 1732”. Nelle singole mappe invece, allorché sono datate, si legge la data dell’inizio dell’anno 1733 [3] . E’ probabile che l’anno 1732, dichiarato nel documento (2) , si riferisca al periodo in cui sono state rilevate le misure, mentre il 1733 rappresenti la data in cui furono redatte le mappe catastali.elegato apostolico, Biblioteca Gorbini, dell'ibliotecacrizioniono state recentemente restaurate e tornate a nuo

Il metodo adottato nella realizzazione delle mappe e gli elementi pedissequamente riportatati, ci consentono di annoverare questi catasti tra i primi in senso moderno; come tali sono particellari poiché al nome del proprietario si accompagna l’elenco delle particelle che gli appartengono (nel caso specifico di Petriolo esiste un’apposita rubrica), e geometrici poiché danno una rappresentazione geometrica dei terreni, misurati ed analizzati distintamente per unità di coltura. Alla fine di uno dei due album sono indicate le unità di misura adottate: canne, modiolo….te per unità di coltura.e un'u redatta

 Modelli di catasti-estimi già esistevano nei secoli XV-XVII. Essi erano basati sulle denunce dei contribuenti ed erano più simili ad un inventario dei beni, ad un elenco delle proprietà con relativi possessori, confinanti, nomi delle contrade, delle strade, delle chiese, delle coltivazioni, sia per riferimento/orientamento sia per quantificare il terreno in quanto il reddito e non l’estensione della proprietà erano importanti.

Successivamente alla compilazione delle mappe catastali, e precisamente nel 1777, Pio VI, messo alle strette dalla difficile situazione economica in cui versava lo Stato pontificio, promulgava l’Editto sopra la formazione del Catasto e allibrazione del terratico nelle cinque provincie dello Stato Ecclesiastico, accompagnato da un’Istruzzione per formare i catastiri(quest’ultima presente nella Biblioteca Gorbini di Petriolo)  in cui sollecitava l’adozione delle applicazioni settecentesche nella formazione dei catasti e enumerava un’ampia casistica di beni imponibili da tasse, di cui sarebbe stato inutile mascherarne l’esistenza o il valore reale visto il sistema dei controlli eretto non a caso in questo periodo per arginare la libertà data dal vecchio sistema delle assegne. Da qui presso ogni comunità i cittadini più eminenti avrebbero formato una Congregazione del Catasto (nel caso di Petriolo essa fu istituita nel 1778), che aveva il compito di fissare le tariffe del terratico e di cui esiste ancora il registro [4] . La circolare “Istruzzione per formare i catastri [5] e due editti [6] del cardinale Casali [7] in merito alla presentazione delle assegne del terratico da parte dei proprietari sono anch’essi presenti alla Biblioteca Gorbini di Petriolo. Nel secondo di tali editti al punto 5, si invita chiunque conosca casi di falsa dichiarazione, riguardo al terratico, di farne denuncia segreta alle autorità. La lettura del registro, molto simile ad un carteggio, evidenzia sia quanto fosse oppressivo il Governo sia quanto fosse difficile per i cittadini membri della Congregazione del catasto attendere al loro dovere salvaguardando gli interessi della comunità e dei signori locali, sia quanto fosse complicato districarsi fra le indicazioni cavillose e tortuose date nell’istruzzione per formare il catasto e le tariffe del terratico.

Dal registro si sa che:

Il 9 Gennaro 1778, per ordine supremo, s’intima ai signori consiglieri di assistere al Consiglio per “venire all’elezzione di due deputati per la formazione del catasto universale…sotto la pena in caso di morosità di scudi 5”. I consiglieri erano:

 

Filippo Falconi Vicario, residente Vincenzo Adami
Antonio Adami, residente Vincenzo Desanctis
Giuseppe Benedetti, residente Pasquale Buccolini
Domenico Chiavari, deputato ecclesiastico Giacinto Canevari
Tomaso Martelli, deputato ecclesiastico Giuseppe Carlacchiani
Giacomo Lauri Antonio Nicola Natale
Franco Maria Angelisti Angelo Del Medico
Nicola De Nobili Angelo Salnetraro
Felice Benedetti Carlo Sagretti
Giovanni Martelli Carlo Dordente
Giuseppe Falconi Giuseppe Fabrizi
Filippo Corradi Giuseppe Liborio Galanti, il segretario.
Paolo Angelisti  

Come “deputati per la formazione del catasto”, Giovanni Martelli propone l’elezione di Giacomo Lauri e Nicola De Nobili, che hanno il voto di tutti i partecipanti.

Segue quindi la circolare della Sagra Congregazione, in cui si fa presente che a volte si devia, nelle singole comunità, dalla volontà papale nel formare il catasto. “A togliere quindi ogni dubbiezza ed ogni disuguaglianza nell’esecuzione si dichiara e notifica (primo) che la Santità Sua ha inteso et intende di non obbligare né la Comunità né i possidenti a spese de periti per fare le particolari misure di ciascun terreno, avendo prescritto che le nuove al librazioni segua per mezzo di assegne giurate quantunque vi fosse catasto vigente, ed anche recentemente formato il quale però dovrà restare nel suo vigore quo ad alius effectus, e vi si dovranno quindi continuare le note consuete in occasione di traslazioni dall’uno all’altro possessore, di costituzione di Patrimoni sacri, secolarizzazioni.

Non occorrono quindi nuove misure o spese di periti, perché è sufficiente una presentazione di assegna giurata, anche se non è vietato fare uso di periti a proprie spese. E’ allarmante che nelle assegne dovessero essere compresi anche gli orti “quantunque fossero circondati o ristretti di muro, o fossero situati entro le mura castellane o circondato della città, terra o castello eccettuati solamente quegl’orti, che sono annessi alle case urbane di abitazione del proprietario destinati a raccogliere qualche tenue frutto a di lui proprio uso, dovendo in questo solo caso esser considerati come parte della casa medesima.”

La circolare della Sagra Congregazione continua molto dettagliatamente indicando che non si devono fare le assegne in base a quanto riportato nei catasti ma in base allo stato attuale, se poi i catasti non esistono perché si tratta di terreni a volte inaccessibili, per questi si può fare una denunzia “all’incirca, desumendola dal ragguaglio del suo circondario o da altri scandagli”. Le assegne dei terreni abbandonati dal proprietario devono essere date dalla comunità.

Nel verbale successivo della congregazione del catasto viene riportata un’altra circolare della Sagra Congregazione del Buon Governo del 6 Giugno 1778, nella quale essa si lamenta dei possidenti che esibiscono l’assegna negli ultimi giorni, rendendo così improbo il lavoro di chi dovrà accettare le assegne e ricevere il giuramento degli assegnanti. Si sollecitano quindi i possidenti ad essere pronti perché negli ultimi giorni potrebbe accadere che i ministri non abbiano il tempo necessario per assisterli nello svolgimento della pratica e potrebbero quindi incorrere in ritardi e come conseguenza in multe.

In data 19/Settembre/1778 la Sagra Congregazione del Buon Governo rammenta che, scaduto il termine per la presentazione delle assegne giurate, la congregazione catastale dovrebbe procedere alla formazione della tariffa. Se si notano irregolarità la circolare ammonisce: “Se nell’atto di registrarsi dette assegne il publico segretario riconoscerà esserne qualcuna mancante nell’indicazione o da confini del terreno assegnato, o della sua quantità, a prova delle quali è stata desunta a tenore da paragrafo 18 a 29 di detta istruzione, non ammesse le prove del seme come fallace e non confacente al fine o della sua qualità a tenore del paragrafo 17 dell’istruzzione, e da paragrafo 9 e seguenti della circolare del 28 marzo prossimo passato vorrà denunziarlo, sospensione il registro, alla congragazione del catasto, per obbligarne il possidente a supplire alla mancanza, senza pregiudizio della pena in corso”. Indica poi come i libri dei catasti debbano contenere una rubrica non solo rispetto alla villa o contrada ma anche rispetto ai cognomi de possidenti o soprannomi [8] .

Come è stato detto, la Sagra Congregazione invita a presentare le assegne in base allo stato attuale e non allo stato riportato nelle preesistenti mappe catastali, però continuando la lettura si evince che esse rappresentano un punto di riferimento per controllare le assegne. Infatti nell’adunanza del 29 gennaro 1779 così si legge: Adunata la Congregazione del catasto con li qui infrascritti soggetti che la compongono fu venuto alle seguenti proposte e risoluzioni che seguono. Primieramente osservasi che l’assegna data dal Sig. Saverio Sabbioni enfiteuta de beni di Fiastra spettanti di pieno dominio a questa comuntià esser mancante di modaioli 48 circa dalla somma espressa nel catasto vigente.

Poi nella stessa adunanza si citano i monaci di Fabriano, possessori di terreni come beni di prima evizione, e si fa presente che gli assegnanti del sito dove sorgeva la Chiesa del Crocifisso sono due: la comunità e il Sig. Felice Benedetti. La Congregazione decide di assegnare il sito della Chiesa del Crocefisso alla comunità e di scrivere ai reverendissimi frati di Fabriano per avere spiegazioni sui loro beni come possedimenti di prima evezzione.

Segue la lettera inviata ai monaci di San Biagio di Fabriano, dell’ordine dei Benedettini.

Nonostante le precedenti sollecitazioni, la Congregazione del Buon Governo torna a lagnarsi con una circolare del 23 gennaio 1779 per i ritardi nella presentazione delle assegne ed accusa anche i governatori di complicità, in quanto avrebbero dovuto curare gli interessi del Papa. Si da quindi una nuova scadenza (il prossimo mese di febbraio) dopo di che si informerà la Santità Sua dei negligenti e “la sagra Congregazione provvederà tanto per l’esecuzione detta pena, quanto circa il modo di supplire alla mancanza della dovuta assegna a spese danno del possidente contumace.”

A questo punto viene verbalizzata anche la risposta dei monaci di Fabriano, nella persona di Don Andrea Uggeri Abbate. Questa risposta è molto cerimoniosa, iniziando infatti “Reverendissimi signori providentiae colmi” ma poi continua con molta fermezza: “quanto dal mio ministro è stato significato alle loro signorie riguardo a cotesti beni uniti a questa mia mensa, coll’averli cautelati per beni di prima evezzione, è tutto verissimi e devono esser tali per la loro antichità, oltrepassando da quattrocento e più anni, come costa dalla Chiesa di San Giovanni se tali verranno mantenuti nel nuovo catasto di cotesta comunità oltre il titolo d’esser beni di prima evezzione, doveranno godere anche l’altro titolo come beni delle undici congregazioni monastiche esenti e privilegiate da ogni peso contivo, averò da che lamentarmi, ma in caso diverso di non esser mantenuto in possesso, come dichiara il chirografo di nostro Signore, ne darò parte a chi si deve.” Termina con una frase molto cerimoniosa.

Sembra quindi che una Chiesa di S.Giovanni, associata alle proprietà dei monaci di S.Biagio di Fabriano, esistesse nel Petriolese fin dal ‘300. La lettera dell’abate è molto chiara: esige che i privilegi della sua comunità restino inalterati altrimenti si rivolgerà a chi ritiene opportuno.

Una nuova circolare della Sagra Congregazione del Buon Governo è verbalizzata a questo punto, alla data del 20 Febbraio 1779, in cui viene richiesta una pronta formazione della tariffa. Scaduto il tempo di presentare le assegne, cioè il 28 febbraio 1779, entro Aprile dovranno essere stabilite le tariffe, “non sulla faccia del luogo ma al tavolino della Congregazione del Catasto col parere e consiglio de periti”. I periti dovranno essere scelti dalla Congregazione del Catasto, “come persone probe, già pratiche di terreni da valutarsi delle loro particolari qualità…., quantunque tali persone non siano agrimensori, geometri, matematici, dichiarandosi nulla e circoscritta qualunque elezione che anche per via di contratto fosse seguita o fosse per seguire di persone non forbite, come sopra e come si dichiara nel paragrafo seguente, della speciale cognizione della qualità, a circostanze particolari de terreni a quali dovrà assegnarsi la valuta”.

I periti dovranno essere scelti nella stessa villa o contrada dei terreni di cui si deve fissare la tariffa. Inoltre a questo punto della circolare sorge il problema dei toponimi, che verrà ripreso ampiamente più avanti, infatti “dove il territorio non è diviso in villa e contrada, dovranno aversi in luogo e vece di questa quei diversi vocaboli e denominazioni delle quali sarà composto l’intiero territorio.”

I periti dovevano assegnare il valore a ciascuna specie di terreno secondo la misura e i prezzi correnti cioè “per ogni tornatura soma stava, modiolo, mina o altra misura usata nel luogo tanto al vignato all’olivato tanto al selvato tanto al seminato tanto al canapinato tanto al sodivo tanto al sassoso e così ad ogni altra specie con fissare anche il suo prezzo a quella qualità mista notata in detta circolare…”. Nel punto successivo si prevede di dividere i terreni in sei gradi: ottimo, migliore, buono, cattivo, peggiore, pessimo.  Inoltre dal valore dei terreni nella tariffa non deve essere operata alcuna detrazione della porzione di casa colonica, di decime parrocchiali, di collette, canoni, livelli, servitù…., ma deve essere dato l’intero intrinseco valore. Una volta fissata la tariffa giurata dai periti, essi dovranno essere licenziati e detta tariffa deve essere pubblicata ed esposta nelle segreterie delle comunità alla pubblica vista. Nel frattempo la Sagra Congregazione del Buon Governo si riserva di dare una nuova regolamentazione anche sulla maniera di dividere il valore dei fondi enfiteutici livellari responsivi o soggetti ad altra servitù fra il padrone diretto e il possessore del dominio utile.

Segue una lettera di monsignor Arrigoni, governatore generale di Fermo alla comunità di Petriolo, lettera di carattere burocratico, mentre nell’adunanza successiva del 29 Aprile 1779, la congregazione del catasto inizia ad interessarsi del problema dei toponimi. Infatti nella adunanza del 29 aprile 1779 al primo punto dell’ordine del giorno si legge: “Se pare ridurre le molte contrade di questo territorio in tre vocaboli perché restino più accomodabili all’estimo generale di esse e per sfuggire alla confusione di tanti moltiplicati periti: piani, colline, monti” Questo punto passò all’unanimità. Il problema comunque fu ripreso nella adunanza del 19 giugno 1780.

Riguardo alle tariffe, finalmente il 30 aprile 1779 si giunse a stabilirle e a pubblicarle, con la distinzione in ottimo, migliore, buono, cattivo, peggiore, pessimo [9] .

Ottimo, arativo nudo al modiolo

60 scudi

Arativo vestito di promiscua qualità al modiolo

65 scudi

Migliore, arativo nudo al modiolo

50 scudi

Arativo vestito di promiscua qualità al modiolo

55 scudi

Buono, arativo nudo al modiolo

40 scudi

Arativo vestito di promiscua qualità

45 scudi

Cattivo, arativo nudo, al modiolo

35 scudi

Arativo vestito di promiscua qualità, al modiolo

38 scudi

Peggiore, arativo nudo al modiolo

30  scudi

Arativo vestito di promiscua qualità al modiolo

32 scudi

Pessimo, arativo nudo al modiolo

28 scudi

Arativo vestito di promiscua qualità al modiolo

20 scudi

I canneti debbono essere considerati nella categoria del cattivo, i prati nella categoria del buono, il sodivo nudo d’aia, strada, greppi nella categoria di pessimo, il sodivo pascolare nudo nella categoria del peggiore, il sodivo selvato nella categoria del cattivo. Segue una formula di giuramento in latino (iuramento tactis pectore) di fronte al notaio Giuseppe Liborio Galanti, alla data 19 Maggio 1779.

In data 8 Maggio 1779, la Sagra Congregazione del Buon Governo, pur non dubitando che il lavoro sia stato eseguito, chiede ai governatori di ragguagliare la Sagra Congregazione entro 8 giorni se le circolari siano state rispettatovernatori di ragguagliare la si centri in cui la persona è meglio conosciuta con il suo soprannome piuttose in tutte le loro parti. Ancora il 26 Giugno 1779 la Sagra Congregazione torna alla carica chiedendo un esemplare della tariffa per ciascuna contrada ed ammonisce “Dovrà soprattutto aver presente che a Nostro Signore sommamente impegnato per verificare qualunque frode ed inganno che vi si fosse commesso e di cui ha già dichiarato che saranno principalmente responsabili i governatori locali, dovrà la Sagra Congregazione far relazione del contegno da esso governatore praticato in un affare di tanta importanza, dovendo egli in ogni caso rendere strettamente conto alla stessa Santità Sua.”.

Il lavoro è davvero macchinoso e il 21 Maggio 1779, il governatore generale di Fermo, Arrigoni, scrive alla Congregazione catastale di Petriolo, rilevando alcune irregolarità nella stesura della tariffa del terratico e ne chiede subito la correzione: “non si è diviso il territorio e formata la tariffa a contrada una distinta dall’altra né vi sono separate le diverse qualità di terreno conforme prescrittesi nella circolare de 20 Febbraio 1779 alli paragrafi 3 e 5”.

Nella riunione del 20 Maggio 1780, la congregazione del catasto inizia l’opera di riordino nei toponimi. Il sig. Martelli propone:

Contrada Cremone sia il nome da darsi al territorio che dal paese porta a Loro fino a Campolargo, dalla parte di mezzogiorno

Contrada Castelletta sia il nome da darsi al territorio che dalla strada di San Giovanni porta fino al termine di Monte dell’Olmo e strada del molino fino al paese

Contrada Fiastra sia il nome da darsi al territorio compreso tra la strada del molino fino al molino e fino al confine di Macerata e strada delli Piani che va a Tolentino fino alle Grazie

Contrada Collina sia tutto il resto

Di seguito si approva la tabella della tariffa con le stime al modiolo:

     Ottimo

Terreno arativo olivato o canapinato

65

Terreno arativo alberato

60

Terreno arativo nudo

50

Terreno vignato

50

Terreno sodino selvato

38

Terreno prativo

40

Terreno sodino nudo

20

Terreno di promiscua qualità arativo

55

     Migliore

Terreno arativo olivato o canapinato

55

Terreno arativo alberato

50

Terreno arativo nudo

40

Terreno vignato

40

Terreno sodino selvato

28

Terreno prativo

30

Terreno sodino nudo

25

Terreno di promiscua qualità arativo

45

     Buono

Terreno arativo olivato o canapinato

45

Terreno arativo alberato

40

Terreno arativo nudo

30

Terreno vignato

30

Terreno sodino selvato

20

Terreno prativo

26

Terreno sodino nudo

10

Terreno di promiscua qualità arativo

40

        Cattivo

Terreno arativo olivato o canapinato

40

Terreno arativo alberato

35

Terreno arativo nudo

20

Terreno vignato

20

Terreno sodino selvato, cannetato

15

Terreno prativo

20

Terreno sodino nudo

08

Terreno di promiscua qualità arativo

30

              Peggiore

Terreno arativo olivato o canapinato

30

Terreno arativo alberato

25

Terreno arativo nudo

15

Terreno vignato

15

Terreno sodino selvato

12

Terreno prativo

14

Terreno sodino nudo

06

Terreno di promiscua qualità arativo

15

             Pessimo

Terreno arativo olivato o canapinato

25

Terreno arativo alberato

20

Terreno arativo nudo

12

Terreno vignato

12

Terreno sodino selvato

20

Terreno prativo

12

Terreno sodino nudo

03

Terreno di promiscua qualità arativo

12

Il 19 Giugno 1780 [10] la Congregazione catastale giunge a raggruppare “le singolari contrade del territorio, come anche li vocaboli singolari, le contrade del territorio, come anche li vocaboli delle particolari possessioni spettanti ed incluse nelle rispettive contrade suddette [11] :

Contrada o vocabolo dell’Aglietto o Calcinaro o Croce

 

ottimo

migliore

buono

cattivo

peggiore

pessimo

Terreno arativo

50

45

30

20

10

08

Detto alberato o vignato

55

45

32

22

12

10

Detto olivato

50

50

46

25

18

12

Detto ortivo

50

45

30

20

15

12

Detto prativo

40

35

22

16

10

04

Detto sodino

15

12

10

08

06

05

Detto cannetato

30

25

20

12

08

04

Detto selvato

30

25

20

12

08

04

Detto di promiscua qualità

45

30

20

10

08

06

Contrada o vocabolo di  S.Antonio Buta o Cecarda o Cascinette

 

ottimo

migliore

buono

cattivo

peggiore

pessimo

Terreno arativo

40

35

30

28

26

10

Detto alberato o vignato

45

40

35

30

12

09

Detto olivato

45

44

35

32

15

10

Detto ortivo

40

35

30

25

20

14

Detto prativo

30

25

20

16

14

08

Detto sodino

12

10

08

06

05

04

Detto cannetato

20

16

10

08

05

02

Detto selvato

30

26(?)

(?)

12

08

04

Detto di promiscua qualità

40

30

20

10

08

06

Contrada Campo di Noce

 

ottimo

migliore

buono

cattivo

peggiore

pessimo

Terreno arativo

45

40

32

27

18

12

Detto alberato o vignato

47

43

36

28

18

13

Detto olivato

48

45

40

34

16

12

Detto ortivo

40

35

30

25

20

14

Detto prativo

30

25

20

16

14

08

Detto sodino

14

12

10

08

06

05

Detto cannetato

19

26

14

12

10

08

Detto selvato

30

25

20

12

10

06

Detto di promiscua qualità

42

30

20

10

08

06

Contrada Caselle o San Ginesio o Camporlando o Grazie

 

ottimo

migliore

buono

cattivo

peggiore

pessimo

Terreno arativo

40

36

30

25

20

10

Detto alberato o vignato

45

38

34

28

22

12

Detto olivato

48

39

35

30

24

14

Detto ortivo

35

30

26

28

25

13

Detto prativo

35

32

30

28

24

15

Detto sodino

12

10

08

06

04

02

Detto cannetato

20

18

15

12

10

06

Detto selvato

30

25

20

25

10

08

Detto di promiscua qualità

36

32

30

25

26

08

Contrada Cremone o Campolargo o Colle delle Moscie o Monte San Giovanni o Valliccione

 

ottimo

migliore

buono

cattivo

peggiore

pessimo

Terreno arativo

38

34

28

23

18

08

Detto alberato o vignato

42

36

32

25

20

10

Detto olivato

44

38

34

28

24

12

Detto ortivo

30

28

25

23

20

10

Detto prativo

35

32

30

28

24

15

Detto sodino

10

08

06

05

04

03

Detto cannetato

20

18

15

12

10

06

Detto selvato

30

25

20

15

10

08

Detto di promiscua qualità

32

30

28

15

10

06

Contrada Cottimi o Coltagliente o Grancero o San…..

 

ottimo

migliore

buono

cattivo

peggiore

pessimo

Terreno arativo

40

38

28

25

18

08

Detto alberato o vignato

46

38

34

26

22

08

Detto olivato

48

44

36

30

26

14

Detto ortivo

30

28

25

23

20

10

Detto prativo

35

32

30

28

24

15

Detto sodino

10

08

06

05

04

03

Detto cannetato

20

18

15(?)

12

10

06

Detto selvato

30

25

20

15

10

08

Detto di promiscua qualità

32

31

29

26

12

08

Contrada Castelletta o Colturano o Sorquillelle

 

ottimo

migliore

buono

cattivo

peggiore

pessimo

Terreno arativo

42

40

30

27

20

08

Detto alberato o vignato

48

40

36

28

24

09

Detto olivato

48

44

36

30

26

12

Detto ortivo

30

28

25

23

20

10

Detto prativo

30

26

23

20

12

08

Detto sodino

10

08

05

04

03

02

Detto cannetato

20

18

15

12

10

08

Detto selvato

30

25

20

15

10

08

Detto di promiscua qualità

30

27

24

21

17

14

Contrada Fiastra o Rio San Marco o Rancietta o Perdito

 

ottimo

migliore

buono

cattivo

peggiore

pessimo

Terreno arativo

50

46

42

40

28

20

Detto alberato o vignato

56

48

45

43

28

22

Detto olivato

60

56

52

48

40

26

Detto ortivo

45

40

34(?)

30

28

12

Detto prativo

40

36

30

26

14

09

Detto sodino

28

25

20

16

12

08

Detto cannetato

30

28

26

22

20

15

Detto selvato

34

32

30

28

25

22

Detto di promiscua qualità

40

38

36

30

25

18

Segue il duplicato delle ultime tre tabelle, per poi continuare.

Contrada Caccietta o Massaccio

 

ottimo

migliore

buono

cattivo

peggiore

pessimo

Terreno arativo

42

40

30

27

20

08

Detto alberato o vignato

48

40

36

28

24

09

Detto olivato

48

44

36

30

26

12

Detto ortivo

30

28

25

23

20

10

Detto prativo

30

26

23

20

12

08

Detto sodino

10

08

05

04

03

02

Detto cannetato

20

18

15

12

10

08

Detto selvato

30

25

20

15

10

08

Detto di promiscua qualità

30

27

24

21

17

14

Contrada Fontebona o Valtomassa o Fonte Pulcina

 

ottimo

migliore

buono

cattivo

peggiore

pessimo

Terreno arativo

48

46

43

40

37

30

Detto alberato o vignato

58

56

54

50

43

44

Detto olivato

62

60

58

55

52

50

Detto ortivo

45

43

41

39

36

32

Detto prativo

36

34

30

28

25

22

Detto sodino

24

21

18

26

14

12

Detto cannetato

30

28(?)

24

22

20

18

Detto selvato

34

30

26

23

20

17

Detto di promiscua qualità

42

40

38

35

34

30

Contrada Piaggie o Portella o Sbarra

 

ottimo

migliore

buono

cattivo

peggiore

pessimo

Terreno arativo

55

52

49

45

38

38

Detto alberato o vignato

60

53

54

50

45

39

Detto olivato

65

60

58

54

46

40

Detto ortivo

55

50

47

42

38

30

Detto prativo

40

37

34

30

26

20

Detto sodino

30

25

22

19

26

14

Detto cannetato

30

25

22

19

26

14

Detto selvato

34

30

28

24

28

12

Detto di promiscua qualità

50

48

46

41

36

30

Contrada Morrecine o Castellane o Pantanelle o Pescolle

 

ottimo

migliore

buono

cattivo

peggiore

pessimo

Terreno arativo

44

40

35

30

25

18

Detto alberato o vignato

42

38

34

28

23

17

Detto olivato

46

42

38

32

27

20

Detto ortivo

40

38

34

30

25

19

Detto prativo

42

38

34

30

25

19

Detto sodino

38

34

30

25

20

18

Detto cannetato

30

27

22

18

14

11

Detto selvato

30

27

22

18

14

11

Detto di promiscua qualità

40

36

30

25

20

16

Contrada Collina o San Germano o Selva o Fonte del Campo

 

ottimo

migliore

buono

cattivo

peggiore

pessimo

Terreno arativo

32

28

20

25

12

06

Detto alberato o vignato

35

30

25

18

14

08

Detto olivato

38

31

26

19

14

08

Detto ortivo

32

30

25

18

13

07

Detto prativo

28

22

28

14

10

06

Detto sodino

20

16

14

12

08

04

Detto cannetato

25

20

15

12

08

08

Detto selvato

28

22

17

13

10

06

Detto di promiscua qualità

28

22

17

13

09

05

Contrada Casone o Fonte di Borgo

 

ottimo

migliore

buono

cattivo

peggiore

pessimo

Terreno arativo

48

44

40

35

28

20

Detto alberato o vignato

52

49

44

40

34

30

Detto olivato

56

52

48

42

36

30

Detto ortivo

40

38

33

28

20

16

Detto prativo

32

30

26

22

18

14

Detto sodino

30

26

22

28

14

10

Detto cannetato

34

30

25

20

15

09

Detto selvato

36

31

26

21

15

09

Detto di promiscua qualità

40

35

30

15

18

10

Nonostante tutto questo lavoro la sagra Congregazione del Buon Governo trova continuamente delle inadempienze o errori. Infatti in una circolare del 20 febbraio 1781 “Esaminatesi le tariffe alla Sagra Congregazione trasmessi….non senza ammirazione si sono rinvenute nella maggior parte erronee ed aliene dal giusto e dalla norma datane con la circolare del 20 Febbraio 1779” Continua con un tono più accusatorio nei confronti dei periti “infedeli”. Ma per il momento la Sagra Congregazione non vuole applicare le pene previste dal paragrafo 5 della circolare 20 febbraio 1779, e spera che gli errori siano dovuti soltanto alla non piena conoscenza dei terreni da parte dei periti ed incarica i governatori (forse anche loro non immuni da colpe) di avvertire i periti a riconsiderare le loro stime affinché siano pronte entro il successivo mese di Marzo. Nasce l’interrogativo come possa la Sagra Congregazione notare gli errori dei periti, data la grande distanza tra Roma e Petriolo. E’ probabile che a Roma si facesse affidamento sui catasti del 1732 redatti da Pietro Tartufari.

Ma nell’adunanza del 8 Marzo 1781 la congregazione del Catasto risponde: Avendo questa congregazione per fin dalli 19 Giugno 1780 diligentemente e attivamente corretta la tariffa di questo terratico non ha che aggiungere o diminuire allo stabilito fin da quel tempo per uniformarsi al comun sentimento de periti qui presenti, che così depongono.

Finalmente il 25 Aprile 1781 nella nuova circolare la Sagra Congregazione dà le regole per l’applicazione della tariffa. Ad esempio se i terreni sono gravati da risposta annua della terza, quarta, quinta parte dei frutti, la medesima parte debba attribuirsi a chi usufruisce di questa risposta annua, mentre il valore residuo del terreno a chi è proprietario. Invece se i terreni sono responsivi della terza, quarta, quinta parte di una sola specie di frutti, si deve fare il calcolo dei frutti di un decennio e il quattro per cento di tale valore deve essere attribuita a chi usufruisce, il capitale al proprietario. Su questo tono continua la circolare per ben 10 punti. In più, alla stessa data del 25 aprile 1781, giunge l’Ordine della Sagra Congregazione secondo cui chi gode di risposta annua della terza, quarta, quinta parte di una parte dei frutti dei terreni, entro il termine di venti giorni deve esibire nella pubblica segreteria del luogo dove è situato il terreno una nota giurata dei frutti goduti nell’ultimo decennio. Chi invece gode di risposta di tutti o parte dei frutti non annuale, ma biennale o triennale deve presentare nota giurata della quantità usufruita negli ultimi dieci bienni, trienni ecc. Analogamente chi gode del Ius pascendi, lignandi, spicandi deve presentare nota giurata del frutto ritrovato in un decennio in virtù di tale diritto. Infine chi gode di questi diritti deve tenere dei libri dei conti da esibire ad ogni richiesta. E’ chiaro che i catasti hanno operato un inasprimento fiscale e che quindi la formazione di catasti generali nel settecento sia stata motivata dalla necessità di imposizione da parte del potere.

L’impressione che si trae dalla lettura di questo registro della Congregazione Catastale è che da una parte il potere centrale di Roma  cerchi di instaurare un sistema fiscale ineludibile, mentre dall’altra parte i possidenti cerchino in ogni modo di allungare i tempi o modificare le vere intenzioni di Roma. Su questo tono in una circolare del 4 Agosto 1781 si lamenta quanto segue: “ Sono pervenute sotto gli occhi di Nostro Signore non senza commozione dell’animo due stampe pubblicate da alcuni pesaresi con le quali hanno essi avuto l’animosità di dare alle leggi e istruzioni emanate sulle tariffe del terratico quelle interpretazioni che nelle particolari circostanze era unicamente riservata alla Sagra Congregazione…”.

Il registro catastale termina con una missiva da Massaccio (località di Petriolo) il 28 Agosto 1782, dove i seguenti punti (fra altri) sono ordinati:

1)      Le partite di assegna poste a registro siano collazionate colla originale assegna

2)      La rubrica o indice dia i nomi degli assegnati

3)      Le assegne vengano eseguite a norma dell’istruzione del 1777, e non in base ad accordi con l’assegnante

4)      L’affittuario, il colono, l’amministratore che tengono per breve tempo i terreni altrui non diano assegna, ma in loro vece il padrone

5)      Il padrone diretto debba assegnare il canone, l’enfiteuta debba assegnare il terratico. La partita del primo richiami la carta dove è registrata la partita del secondo.

Qui termina il Registro delle Congregazione Catastale di Petriolo, istituita nell’anno 1778.



[1] I catasti del ‘700, Biblioteca Gorbini, Municipio di Petriolo

[2] “Foglio di osservazioni in obbedienza de venerati comandi dell’Ill.mo Sig. Alberto Devoti delegato apostolico”, Biblioteca Gorbini, Petriolo

[3] In uno dei fogli non rilegati si legge:”Al nome di Dio Amen, mercordi 28 Gennaro 1733 ho principiato la misura del Catasto dell’ill.ma comunità di Petriolo, sotto la deputazione del sig.Nicola Corradi come deputato nobile e Pietro Paparetti il suo deputato rurale”.

[4] Registro della Congregazione del catasto, 1778, Biblioteca Gorbini, Municipio di Petriolo

[5] Istruzione per formare i catastri, Biblioteca Gorbini, Petriolo

[6] Editto del Cardinale Antonio Casali, Editto di proroga con prefissione dell’ultimo e perentorio termine a dedurre i pretesi errori dei catastri, 1783 Congregazione del catasto

[7] Editto del Cardinale Antonio Casali, 1785

[8] questa usanza è ancora in voga nei piccoli centri in cui la persona è meglio conosciuta con il suo soprannome piuttosto che con il suo cognome.

[9] I valori riportati nelle tabelle seguenti sono in Scudi/modiolo

[10] Nella Biblioteca Gorbini esiste un documento in cui è riportato solamente il verbale di questa adunanza, con le relative tabelle. Forse è un estratto del registro della Congregazione catastale. Questo documento si intitola “Correzione della Tariffa del terratico di Petriolo”.one catastale

[11] per visualizzare l’ubicazieone delle diverse contrade nel territorio Petriolese si consiglia la lettura dell’articolo di Aldo Chiavari “Petriolo e il suo territorio nei sec. XVI-XIX” inserito in PETRIOLO NUMERO UNICO, autunno 1984, presente presso la Biblioteca Gorbini di Petriolo.