La cantina Catalani [1]

G.Berchiesi

 

Petriolo conserva un edificio che fu proprietà dei conti Catalani, poi dei loro eredi i Marchesi Savini Catalani, quindi dei Marchesi Costa ed infine della famiglia Ciccioli, avendolo Fiore Ciccioli acquistato dal Marchese Andrea Costa in data 11/6/1976. Entrando dalla Porta Nuova, è l’edificio alla destra, di solida struttura quadrangolare, composto da due piani più un seminterrato, che è la parte più affascinante di tutta la costruzione. Era un edificio utilizzato come deposito dei prodotti agricoli e il locale seminterrato era la cantina di vinificazione del vino cotto, che ci è giunta come era ai tempi d’oro della famiglia Catalani, cioè ‘700.

 

Figura 1

 

Figura 2

 

Figura 3

 

Un pilastro quadrangolare centrale sostiene le volte a crociera e conferisce all’ambiente un’atmosfera solenne e forte. Appena si entra, alla sinistra, sono ubicate tre vasche per la spremitura dell’uva, visibili in figura 3. Di fronte all’entrata invece sono presenti i due forni di ebollizione del mosto (figure 1 e 2). Sopra ognuna delle tre vasche di pigiatura, è posta una finestra attraverso la quale, dall’esterno, veniva gettata l’uva dai carri che arrivavano e stazionavano sulla strada dietro le finestre. Il mosto prodotto per pigiatura (con i piedi) colava in vasche sottostanti attraverso un foro visibile in figura 3 all’altezza del pilastro. Da queste vasche il mosto veniva portato con secchi a spalla, e versato in una bacinella realizzata in cotto, presente sul lato destro della cantina, (non visibile nelle figure 1 e 2) da dove, tramite delle canalizzazioni, giungeva nelle due vasche di ebollizione (a forma semisferica), indicate in figura 2 da frecce nere. Il fuoco veniva acceso sotto le due vasche in due forni nascosti nella figura dai tini. Dopo la bollitura, il mosto veniva fatto colare nel pozzetto centrale, compreso tra i due recipienti di ebollizione. Dal soffitto di questo pozzetto di raccolta ancora penzola un filtro del mosto, molto antico, costruito come un canestro quadrangolare di corda ritorta. In figura 3, si nota, poggiato sopra una delle vasche di raccolta del mosto un torchio di legno (il passo della vite è in legno). Forse faceva parte di un sistema di spremitura ora perduto. L’insieme ha perduto attualmente la sua funzione originale e viene saltuariamente utilizzato per mostre.

 

 



[1]  Foto effettuate da Funny Flash di Petriolo