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Libro del cielo (1545) e del trattato dell’anima (1550) di Aristotele

 

 

La Biblioteca Gorbini di Petriolo: una edizione cinquecentesca del libro del cielo e del trattato dell’anima di Aristotele, editore Geronimo Scoto, Venezia[1].

Laura Vissani e Gianfrancesco Berchiesi

 

Presso la biblioteca Gorbini di Petriolo è presente una pregevole edizione cinquecentesca dei quattro libri del Cielo di Aristotele e l’Esposizione sull’Anima di Aristotele, in tre libri, commentata da Tommaso d’Aquino.

L’editore è Geronimo Scoto di Venezia. I libri del Cielo sono datati 1545: Venetijs apud Hieronymum Scotum, 1545, mentre il Commentario sull’anima è del 1550.
 

 

   

Figura1: stemma di Geronimo Scoto

 

Lo stemma dell’editore riporta il motto “In tenebris fulget”. La copertina è rigida e chiaramente è stata ottenuta da una pergamena, come può essere notato all’interno, vicino al dorso, dove sono visibili delle scritte in gotico.

Il frontespizio relativo ai libri sul cielo riporta in latino la seguente frase: Libri IIII sul cielo, di Aristotele lo stagirita, principe dei filosofi, accuratissimamente conosciuti per la antica traduzione dal greco, illustrati con i commenti famosissimi di Tommaso d’Aquino. Per quelli invero che non poterono essere interpretati da Tommaso, è aggiunta la non oscura esposizione di Pietro d’Alvernia, con doppio indice di annotazione e dubbi che si hanno in questo volume.

Esistono due indici, uno in ordine alfabetico ed è l’indice delle annotazioni (Index annotationum quae in hoc volutine habentur) ed uno riguardante tutte le questioni che si trattano in questo volume (Index omnium quaestionum quae in hoc volumine habentur). Questo ultimo indice è diviso per libro ed alcuni esempi sono riportati qui di seguito

Prima del testo di Aristotele, c’è un prologo di S.Tommaso dìAquino di tre colonne e mezza. Una annotazione manoscritta è inserita a margine della seconda colonna. Nel punto in cui il testo dice: Est enim semicirculus media pars circoli, l’annotazione manoscritta recita: Semicirculus quid.

Poi inizia il trattato di Aristotele disquisendo sulle Res naturales che sono corpi (corpora) e grandezze (magnitudines) e siccome le scienze naturali si occupano di cose naturali (de rebus naturalibus) ne segue che le scienze naturali trattano corpi e grandezze e, dato che si occupano anche del moto dei corpi, trattano  linee e superfici in quanto termini dei corpi mobili.

Inoltre introduce il concetto di passiones, dove per passiones si intende l’alterazione e altri moti per i quali qualcosa viene alterato nella sostanza delle cose.

Segue quindi la definizione di continuo: continuum igitur est quod divisibile est in semper divisibilia.

Gli argomenti trattati nei vari libri sono:

Libro I

            Se il filosofo provi il numero di moti semplici convenientemente

            Se soltanto due siano le grandezze semplici

            Se il moto del cielo è semplice

            Se ogni circolazione sia metà del mondo

Se il moto semplice di un solo corpo sia soltanto uno

Se il moto semplice sia soltanto di corpi semplici

Se ci siano altri moti semplici oltre quelli che sono al medio dal medio e intorno al medio

Se al fuoco convenga un moto circolare

Se ad uno uno solo sia contrario

Se la linea retta sia perfetta

Se il moto circolare sia perfetto

Se un circolo sia nel numero dei perfetti

Se un perfetto preceda un imperfetto

Se il cielo sia incorruttibile

Se il cielo abbia materia e in qual modo differisca quella materia dei corpi superiori da   quella presso noi

Si dubita se Aristotele provi giustamente che il cielo è ingenerabile

Se la contrarietà dei moti ingeneri l’opposizione delle nature

Se il cielo si alteri

Se quelle che si alterano aumentino

Se il retto si opponga al circolare

Seguono tre dubbi del grammatico Joannes

Se il moto dei pianeti sia da dirsi contrario al moto del primo mobile

Se siano possibili più mondi

Queste problematiche dimostrano che, anche se la visione aristotelica del mondo sia superata, il metodo logico usato dal filosofo resti attuale e abbia costituito quella base culturale logica su cui poi a partire dal ‘600 i risultati delle osservazioni scientifiche hanno trovato il terreno adatto per essere discusse, portando alla creazione di nuovi modelli della materia e del cosmo.

 

Libro II

            Se il cielo sia animato

            Se nel cielo destra e sinistra ed altre parti siano determinate

            Se nel cielo quiescente qualcosa possa essere mosso

            Si dubita della dimostrazione di Aristotele secondo la quale i cieli sono sferici

            Se il moto nei pianeti è più veloce nel mezzo

Se la velocità del moto del cielo debba essere determinato

Se nei corpi delle stelle ci siano contrarietà e composizione

In qual modo moto e luce causino calore

E’ impugnata la causa che Averroè rende nel problema precedente

Platone stabilisce che le stelle girino nelle proprie sfere

Per qual causa la luna ha le macchie

Se i corpi celesti siano sferici

Se i corpi celesti siano animati

I corpi celesti non causano suoni per il loro moto

Se nei corpi celesti il moto della sfera inferiore è ritardato dal moto della sfera superiore

Se sia giusto usare la dimostrazione circolare di Aristotele

Se tutte le stelle siano della stessa natura

Quale sia la causa della diversità nella velocità dei moti dei corpi superiori

E’ interessante che a pagina 72 si parli di “gravitatem” e “levitatem”. Ciò che poi diventerà il grave, in Aristotele ha il doppio aspetto di Grave e leggero!

 

Libro III

            In qual modo i pianeti si muovono e in qual modo l’aria serve la salita e la discesa del moto

            Se si può dire che i corpi semplici siano composti da figure

 

Libro IV

            Per quale cosa ogni trasmutazione sia da contrario a contrario

Si discute da parte di Temistio la ragione di Aristotele che dichiara che gli elementi sono mossi ai loro luoghi. Averroè risponde ed è impugnato

Se gli elementi sono mossi ai loro luoghi, sono essi mossi alla loro perfezione

Se i gravi e i leggeri siano mossi dall’intrinseco

Se il peso di un otre gonfio o sgonfio sia identico

Se l’aria pesi nella propria sede.

 

 

Esposizione di Tommaso d’Aquino del trattato di Aristotele dell’anima in tre libri con doppia traduzione del testo, quella antica e quella di Argiropulo, non ancora nota, a causa di uomini dottissimi, purificata da innumerevoli errori.

Inoltre anche le questioni del maestro Domenico di Fiandra sono presenti.

Edizione del 1550

 

Sono presenti un indice alfabetico ed uno per capitoli. Riportiamo alcuni esempi dell’indice alfabetico.

 

A

L’anima è comunione con tutti gli animati

Apud antiquos… presso gli antichi duplice era l’opinione sull’anima

Animata ab inanimatis differunt per hoc: gli animati hanno l’anima, gli inanimati no

Secondo antichi postulati naturali l’anima è pertinente a ciò che si muove

L’anima è in tutti gli animali, sia i vili che gli onorevoli, sia i grandi che i piccoli

Secondo Allineo l’anima è qualcosa di molto mobile

Tre anime esistono per gli antichi filosofi: il principio del moto, il principio della conoscenza e qualcosa di incorporale

 

B

Bona….buone cose quelle che sono soltanto lodevoli, e quelle lodevoli sono anche onorevoli

Operare bene è proprio dell’intelletto secondo prudenza

 

 C

Sono note tutte quattro queste cose: intelletto, scienza, opinione e senso….

Colore, odore, sapore e qualità tangibili debbono essere  permanenti

Perché abbiamo l’odorato peggiore rispetto a molti animali

 

D

Secondo Democrito l’anima è qualcosa come fuoco o calore

Secondo Democrito non si può avere nessuna verità determinata intorno alle cose, e nulla può essere conosciuto determinatamente

I demoni del platonico Apuleio sono animali aerei dal punto di vista corporale, razionali dal punto di vista mentale, passivi nell’anima, eterni nel tempo

 

E

Errore di alcuni che dicevano che l’anima è di natura divina

Empedocle pose sei principi, quattro materiali (aria, acqua, terra, fuoco) e due attivi e passivi (lite ed amicizia)

Empedocle disse che, poiché la conoscenza avviene per similitudine, affinché l’anima conosca tutte le cose, è necessario che l’anima sia composta da tutto

Empedocle pensava che tutte le cose sono generate a caso, non verso qualche fine, ma secondo quanto si attiene alla divisione delle cose per lite o congiunzione per amicizia

 

F

Forma est tota essentia

 

G

Gustabile est humidum aquaeum, quod est potabile

 

H

Eraclito pose il vapore, che è medio tra aria e acqua, principi delle cose

 

I

Intelligentia habet actum principium et finem

 

L

Leucippus fuit socius Democriti

 

M

L’aumento del moto o la diminuzione è secondo i luoghi contrari

 

N

La natura non muove verso i luoghi contrari

 

O

Ogni scienza è buona, e non solo buona, anche onorevole, ma in ciò una sola scienza sopravanza l’altra

 

P

Platone dice che l’anima è composta dai principi delle cose

 

 Q

Poiché il magnete muove il ferro, quello ha un’anima

 

R

La ragione e l’intelletto non sono diverse parti dell’anima, ma lo stesso intelletto è detto ragione

 

S

Scienze, alcune sono pratiche ed alcune sono speculative. Le speculative sono buone ed onorabili, le pratiche solo lodevoli

 

T

Talete fu uno dei sette sapienti

 

V

Viventi  generabili aventi intelletto sono solo gli uomini

 

 Segue un indice delle questioni trattate nei singoli libri. Ne riportiamo alcune per esempio

 

Proemio del libro I

Se sia scienza lo studio dell’anima

-         intorno all’anima è scienza

 

Se la scienza dell’anima sia più nobile e prestante rispetto alle altre parti della filosofia naturale

-         La scienza dell’anima è più nobile e prestante di altre parti della filosofia naturale

 

Se la scienza dell’anima è precedente rispetto alle altre forme di filosofia

-         la scienza dell’anima è precedente

 

Libro I

 

Se la considerazione sull’anima debba inziare dalle cose proprie o dalle cose più comuni

-la considerazione sull’anima deve iniziare dalle cose più comuni, dal moto e dal senso

 

Se il fuoco sia il più immateriale dei corpi

-         il fuoco è il più immateriale dei corpi

 

Se il filosofo sufficientemente arguisca gli antichi filosofi, che determinavano l’anima in tre modi: moto, senso e incorporeo

-         il filosofo sufficientemente arguisce gli antichi che determinano l’anima dal moto e dal senso

 

 Libro II

 

Se l’anima sia sostanza ed atto del corpo organico, avente vita in potenza

-         l’anima è sostanza e atto del corpo organico avente vita in potenza

 

Se l’anima sia l’atto primo

-         l’anima è atto primo, come la scienza

 

Se si dica che ciò che ha vita per se stessa abbia aumento, decremento e alimento

-         fra le cose generali e corruttibili, si dice che vive quello che di per sé abbia alimento, aumento e decremento

 

Se le potenzialità dell’anima fluiscano dalla sua essenza

-         le potenzialità dell’anima fluiscono dalla sua essenza

 

 

Libro III

 

Se il senso comune discernendo le differenze delle cose sensibili, conosca le diverse cose sensibili

-         il senso comune, conoscendo le differenze delle cose sensibili, conosce pure le diverse cose sensibili

 

Se le cose singolari di per sé siano comprese dall’intelletto

-         le cose singolari sono comprese non direttamente ma per riflesso

 

Se una specie intelligibile sia ciò che è compresa

-         una specie intelligibile non è ciò che è compresa ma per la quale è compresa

 

Se l’intelletto che agisce sia separato dall’anima

-         l’intelletto che agisce non si separa dall’anima, ma è qualcosa dell’anima

 

 

Le annotazioni manoscritte

Pag.1 – Semicirculus quid

              Coelum tris….

 

Pag.2 – quid passiones & motus

 

Alcuni esempi di illustrazioni:
 

              

 

 

 

Alcuni esempi di capolettera:

 

                          

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    



[1]  Si ringrazia la famiglia Cruciani per la generosa donazione