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Diego  De Minicis, la Via Crucis

 

Gianfrancesco Berchiesi

(Foto Funnyflash Petriolo)

 

Tra le carte di Diego De Minicis ho trovato la copia della scrittura privata tra De Minicis e Don Mentili per la creazione di una Via Crucis in gesso da apporre nella Chiesa della Misericordia[1].

 

 

Fig. 1: contratto per la realizzazione della Via Crucis

 

Questa copia in nostro possesso non è datata, ma si può far risalire al 1940/1941, dato che le lettere di Monsignor Manfroni, di critica ai bozzetti, sono datate Settembre 1941[2].

Questo periodo è stato molto intenso per lo scultore che ha tracciato un numero enorme di schizzi e disegni dell’opera da realizzare: sono schizzi semplicissimi come quelli delle figure 2-6

 

 

Fig.2: schizzo della Via Crucis[3]

 

 

Figura 3[4]

 

 

Figura n°4[5]

 

 

 

Figura n°5[6]

 

 

Figura n°6[7]

 

 

Oppure sono più elaborati come i seguenti:

 

 

Fig.7: Il Cristo della Via Crucis[8]

 

 

Figura n° 8[9]

 

 

Figura n°9[10]

 

 

Figura n°10[11]

 

 

Figura n°11[12]

 

 

Figura n°12[13]

 

 

Figura n°13. Disegno a china della II stazione[14]

 

 

Figura n°14. III stazione[15]

 

Numerosissimi sono i disegni e gli schizzi, conservati nella raccolta De Minicis, e per ragioni di spazio non possiamo riportarli tutti.  Questi disegni sono stati realizzati come gessi solo per due stazioni, che sono ora di proprietà dell’associazione Combattenti e Reduci di Petriolo, la quale ha il compito di curare il sacrario dove riposano le spoglie di quattro Caduti, fra cui lo scultore e pittore Diego De Minicis.

 

 

Fig. 15. stazione della Via Crucis, opera dello scultore Diego De Minicis. Dopo la mostra commemorativa, tornerà nel Sacrario dei caduti delle guerre.

 

 

Figura 16. Gesù cade la prima volta. Opera di Diego De Minicis. Anche quest’opera tornerà al Sacrario dove riposano le spoglie di Diego De Minicis.

 

Il Cristo di figura 15, solenne e ieratico, circondato da figure statiche, compone un gruppo di classica staticità; in antitesi con il gruppo delle tre figure che tendono le braccia verso il Cristo conferendo all’insieme una tensione drammatica. L’umanità che tende alla divinità potrebbe essere la lettura di questo gruppo. L’uomo Dio non ha cedimenti; è solenne, composto. Avanza verso gli uomini che credono in lui e che tendono con plastica forza  le braccia alla Sua figura.

In molti disegni, che rappresentano probabilmente le fasi preparative della Via Crucis, compare una figura accovacciata con le braccia tese. A mio avviso il solo disegno nella sua tensione plastica esprime drammaticità.

 

 

Figura 17

 

Nella stazione di figura 16, Cristo cade sotto il peso della croce. L’uomo cade per il peso delle colpe, ma Dio conserva il tono solenne. Il suo viso, appena scalfito dal dolore, emerge dal gruppo. Le altre figure sono di contorno a questo Cristo, che cade, ma forte della sua Divinità non cede alla sofferenza.

Si noti come anche in questa scultura la vis dramatica emerga dall’accostamento tra elementi statici e elementi dinamici della composizione.

Tutto ciò non fu compreso da monsignor Manfroni che in due sue lettere commenta duramente i bozzetti alla Via Crucis.

 

 

Figura n°18. Particolare del volto del Cristo (foto effettuata prima del restauro)

 

 

 

Fig.19. Commenti di Mons. Manfroni

 

 

 

Fig.20. Commenti di Mons. Manfroni

 

E’ evidente dalle lettere di Monsignor Manfroni che la barriera ideologica tra il committente e l’esecutore dell’opera è insanabile. Manfroni pretende ciò che De Minicis non può dargli: l’iconografia tradizionale con un Cristo tormentato e afflitto. Il Cristo di De Minicis non è così e il dramma scaturisce dall’insieme, come detto sopra. De Minicis scrive due righe nel foglietto di figura 21 a qualcuno di cui non si conosce il nome e dalle quali si comprende il suo grande rammarico.

 

 

Fig.21

Non ho trovato documenti che chiariscano se successivamente i due si siano accordati o se Diego abbia sviluppato in gesso per proprio conto le sue idee creando le due stazioni, prima di partire per la Russia dove il suo talento sarà spento per sempre al processo creativo.



[1] Classificatore n°8, foglio n°5

[2]  Classificatore n°3, foglio n°30 e foglio n°91

[3] Classificatore n°8, foglio 5a retro

[4] Raccoglitore n°1, foglio n°84

[5] Raccoglitore n°1, foglio n°121

[6] Raccoglitore n°7, foglio n° 25 retro

[7] Raccoglitore n°13, foglio n°17

[8] Raccoglitore n°2, foglio n°11

[9] Raccoglitore n°2, foglio n°114

[10] Raccoglitore n°1, foglio n°53

[11] Raccoglitore n°1, foglio n°83

[12] Raccoglitore n°1, foglio n°94

[13] Raccoglitore n°7, foglio n°25 avanti

 

 

[14] Rotoli n°2

 

[15] Rotoli n°2